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Selva di Tarnova: prima lusinghiera recensione


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Da quando ha ottenuto l'indipendenza, ma soprattutto dopo l'entrata nell'Unione Europea e il dissolvimento del confine la Slovenia ha operato sul suo territorio valorizzando, restaurando, ammodernando e rivalutando tutta un serie di strade, monumenti, agriturismi e strutture ricettive creando ben 55 tra oasi protette e parchi regionali, oltre a sei sentieri didattici. Gli sloveni ci tengono parecchio al loro territorio naturale, e giustamente "la Slovenia Ŕ depositaria del 'Giardino d'Europa', orgogliosa e gelosa del suo ambiente naturale", mentre i suoi abitanti sono "fortissimi camminatori e appassionati naturalisti". Ce lo ricordano Ettore Tornasi e Giovanni Steg¨, il primo alpinista e consulente editoriale, il secondo appassionato escursionista che hanno appena dato alle stampe per le edizioni Transalpina una splendida guida alla "Selva di Tarnova" (pagg. 228, Euro 24,50), sottotitolo "La foresta a colori - Escursioni, natura e storia sul Trnovski Gozd".
Il volume propone oltre quaranta percorsi nel fantastico scenario della Selva di Tarnova, sul "gradino pi¨ elevato del Carso", nelle valli dell'Isonzo e del Vipacco, tra circe, boschi incontaminati e sentieri storici, quelli "di vini" nelle Vipavska e Braniska Dolina e Planina, i sentieri pedemontani ed i sentieri dell'Altopiano di Tarnova.
La guida, pubblicata nella collana "Andar de Bora" diretta Alessandro Ambrosi, permette un viaggio, anzi pi¨ viaggi, tra, Natura e Storia nella grande foresta tra Gorizia, Ajdovscina e Idrija. Decine di mappe e centinaia di foto a colori portano il letore e l'escursionista alla scoperta di Kobarid - Caporetto, Sveta Gora - Monte Santo, Skabrijel - Monte San Gabriele, il bosco Panovec, Sveti Danijel - Monte San Daniele, il monte Kucelj, Kamnje, Lokavec, Fuzine, Kuk, il Caven, il Poldanovec, il Merzovec, Mala Lazna, i Golaki, Kotlovksi vrh, l'Hudournik, il Crni vrh, lo Javornik, con ampio corredo di mappe e foto a colori, Non manca un contributo di Roberto Todero sulla Selva di Tarnova nelle due guerre mondiali ed un capitolo conclusivo dedicato alle Grandi Traversate alpine slovene. La Selva di Tarnova Ŕ anche la "foresta a colori" per la varietÓ della vegetazione dell'altopiano che, spiegano gli autori, "nell'alternarsi delle stagioni offre paesaggi sorprendenti e pittoreschi" noti giÓ agli antichi romani.
A questo punto vale la pena soffermarsi su una breve e banale riflessione che riguarda - come del resto sottolineano pi¨ volte gli stessi Tomasi e Steg¨ - la riscoperta, la rivalutazione di territori a noi limitrofi. Lasciamo per una volta da parte la Storia e peniamo alla Natura: c'Ŕ un tessuto naturale molto vasto che per tanti anni Ŕ rimasto se non precluso almeno messo da parte, e che adesso Ŕ di nuovo a portata di mano. Certo la Selva di Tarnova non Ŕ un novitÓ per gli escursionisti, ma anche una guida come questa della Transalpina aiuta a ri-conoscere, a ri-comprendere, una fetta di territorio che Ŕ parte della nostra cultura e del nostro immaginario. Tomasi e Steg¨ lo hanno colto bene: "Sicuramente - scrivono - Ŕ un luogo unico nell'ambito del Carso montano, fantastico e incantato: si Ŕ invitati a soffermarsi a meditare sulle paure antiche che un po' sopravvivono in noi, quando ci avventuriamo in una foresta".

Argomento: tarnova - recensione
Data: 23/12/2009
Ora: 11:21:44


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